Lo scatto che cercavo?

Si può dire di aver finalmente realizzato lo scatto dei propri sogni? 

Secondo me no. Quando mi chiedono quale fotografia  desidererei scattare non so che cosa rispondere. Forse non ho molta fantasia, forse aspetto  quelle occasioni imprevedibili che la natura regala a ripetizione, ma che spesso non sappiamo cogliere.

Un paio di mesi fa, durante un sopralluogo nel Parco Nazionale del Gran Paradiso  in preparazione al workshop organizzato dall’ amico Bruno De Faveri, i miei amici stambecchi mi hanno fatto una sorpresa: dopo parecchio scarpinare avevo finalmente trovato il branco dei maschi.  Ho scattato in mezzo a loro per circa un’ora.  Nulla di che. Immagini che certamente avrei cancellato  (come poi ho effettivamente fatto).

A un tratto il branco si è mosso, attraversando una selletta aperta verso il fondovalle. 

Ho riposto l’attrezzatura per scendere, quando due bellissimi esemplari sono tornati indietro e per pochi secondi si sono scambiati cornate. Sembravano su un palcoscenico!

Ho tirato nuovamente fuori la macchina, ho sostituito al volo il teleobiettivo con il grandangolo, cercando di comprendere il più possibile nell’ immagine il bellissimo cielo parzialmente nuvoloso, esponendo in modo tale da rendere gli stambecchi in silhouette. 

Questo è il risultato. 

Per un paio di giorni ho pensato di aver finalmente realizzato lo scatto che sognavo.

Ora ho capito che non è così. 

Lo scatto sognato è sempre un progetto ancora da realizzare. 

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