Finalmente … la volpe!

Finally… The Fox!

Many “wildlife photographers” (today it is fashionable to call yourself that, it’s sounds pretty cool …) have the urge to complete their album of stickers. They would give a kidney to have an image of every specimen of the fauna existing in any kind of habitat. And if the photos are full-screen portraits, without contextualization, whose only judgement parameter is sharpness, it doesn’t matter. What matters is being able to say “I have got that species, I have got that other one …”.

I am not a true nature photographer. I do not have the skills to be one, I am not as experienced and methodical in observing and knowing the different species as it would be appropriate. I love the emotions that nature offers me, especially in the mountains, just as I have a real passion for some animals, at the expense of others.
Above all, I love the mountain mammals: ibex, chamois, marmots…. Many others, such as the deer and the ermine, are still missing. If I can I will photograph them, otherwise … no worries !
I have long liked to photograph the fox with a winter coat. I find it very elegant. Everyone could take a picture of it. But not me. The only shot I had was taken after sunset, with an extraordinary sky, but it wasn’t what I had in mind.

For months I went to the places where everyone met it, and yet… nothing at all!
Finally, a month ago, I managed to meet it. The same specimen portrayed above, old and very bruised, with a completely ruined muzzle (I don’t know if it was ruined because of an illness or an injury, not even the park ranger was able to help me).
It appeared before dawn, when it was still dark outside.

On the one hand, I was a bit disheartened, finally the opportunity I was looking for presented itself, but the specimen was not that great … It even had a part of his nose hanging down. In the end, optimism prevailed. I took the challenge of trying to shoot it anyway, trying to come up with something acceptable.

After a few “set” shots, with the arrival of the light I took advantage of a snowdrift behind which the fox was observing me. I crouched down, letting the white surround it and cover the ruined part of its face.
Then I tried to get around it, photographing it from above and placing it in a corner of the image, letting everything else be occupied by its tracks and the different shades in the snow.

This last shot is my favorite. It seems to me that it manages to convey the climate of silence and peace of the winter mountains enough. It will not be a masterpiece, but I find a lot of myself in it.
P.S. The shots are natural, nothing you see was artificially created with the computer.

Molti “wildlife photographers” (oggi va di moda chiamarsi così, fa molto figo … ) hanno la smania di completare l’album delle figurine. Darebbero un rene per avere un’immagine di ogni esemplare della fauna esistente in qualsiasi tipo di habitat. Se poi le foto sono ritrattoni a tutto schermo, senza contestualizzazione, il cui unico metro di giudizio è la nitidezza, non importa. Ciò che conta è dire “ho fatto quella specie, ho fatto quell’altra …”.

Io non sono un vero fotografo naturalista. Non ne ho le capacità, non sono così esperto e metodico nell’osservare e conoscere le diverse specie come sarebbe opportuno. Amo le emozioni che la natura mi offre, soprattutto in montagna, così come ho una vera passione per alcuni animali, a scapito di altri. Questi sono, soprattutto, i mammiferi di montagna: stambecchi, camosci, marmotte … . Molti altri, come cervo ed ermellino, mancano ancora all’appello. Se potrò li fotograferò, altrimenti … amen!

Da tempo mi sarebbe piaciuto fotografare la volpe con il mantello invernale. La trovo elegantissima. Chiunque ci riusciva. Io no. L’unico scatto che avevo era stato effettuato dopo il tramonto, con un cielo straordinario, ma non era quello che avevo in testa.

Pietro_Ruffini_A2

Ho frequentato per mesi i luoghi dove tutti la incontravano, eppure … nulla di nulla!

Finalmente, un mese fa, sono riuscito a incontrarla. Lo stesso esemplare ritratto qui sopra, vecchio e assai acciaccato, con il muso completamente rovinato (non saprei dire se da malattie o ferite, ma neppure il guardiaparco ha saputo essermi d’aiuto).

E’ comparsa prima dell’alba, quando fuori era ancora buio.

_DSC0679

Da un lato ero un po’ demoralizzato, finalmente mi si era presentata l’occasione che cercavo, ma l’esemplare non era quel gran che … . Addirittura aveva una parte del naso penzolante. Alla fine ha prevalso l’ottimismo. Ho colto la sfida di cercare di scattare comunque, provando a tirare fuori qualcosa di accettabile.

_DSC0856

Dopo qualche scatto “ambientato”, con l’arrivo della luce ho sfruttato un cumulo di neve dietro il quale la volpe era intenta ad osservarmi. Mi sono abbassato, facendo in modo che il bianco la circondasse e coprisse la parte di muso rovinata.

Successivamente ho provato ad aggirarla, fotografandola dall’alto e collocandola in un angolo dell’immagine, lasciando che tutto il resto fosse occupato dalle sue tracce e dalle diverse ombreggiature nella neve.

_DSC0885

Quest’ultimo scatto è il mio preferito. Mi pare riesca a rendere abbastanza il clima di silenzio e di pace della montagna invernale. Non sarà un capolavoro, ma in esso ritrovo molto di me stesso.

P.S. Gli scatti sono naturali, nulla di quello che vedete è stato creato artificialmente con il computer.

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